mercoledì 9 ottobre 2013

La Chiesa Cattolica. come una famiglia, come una sinfonia

La Chiesa ci fa incontrare la misericordia di Dio

nella Chiesa ognuno di noi trova quanto è necessario

per portare un esempio possiamo dire che è come una vita di famiglia

in famiglia ci è donato tutto ciò che ci permette di crescere

si cammina e si cresce in una comunità in una famiglia è così la Chiesa

possiamo ascoltare la parola di Dio
incontrare il Signore nei sacramenti

l'amore che viene da Dio...

La Chiesa è Cattolica perchè universale e annuncia il Vangelo ad ogni uomo e donna.
La Chiesa non è un gruppo d'elite. La Chiesa non ha chiusure, è aperta a tutti senza distinzioni.
La Chiesa non è solo all'ombra del nostro campanile.
Tutti noi siamo in missione, chiediamoci allora: che cosa faccio io per comunicare agli altri la gioia del Signore? non è un affare per pochi... 

La Chiesa è Cattolica perché è la casa dell'armonia, dove unità e diversità sanno coniugarsi insieme.
Pensiamo all'immagine della sinfonia...
 ognuno mantiene il suo timbro,
 poi c'è il direttore... ma tutti suonano in armonia. 

La Chiesa è come una grande orchestra in cui c'è varietà, non siamo tutti uguali, tutti siamo differenti e questo è il bello della Chiesa, ognuno porta il suo, per arricchire gli altri. E' una diversità che non entra in conflitto... si lascia fondere in armonia dallo Spirito Santo.

Tratto dall'ascolto dell'udienza Generale del Santo Padre - mercoledì 9 Ottobre 2013


mi scuso per eventuali errori  e per quanto manca ma ciò è dovuto ad una battitura veloce durante l'ascolto della diretta

lunedì 7 ottobre 2013

Il Santo Padre agli sposi

 "Litigate quanto volete: se volano i piatti pazienza, ma mai finire la giornata senza fare la pace.

  E se nei matrimoni gli sposi imparano a dire 'scusa, ero stanco', a fare soltanto un piccolo gesto, e' questa la pace.
  Questo e' un segreto, che evita le separazioni dolorose"
Questa foto riprende un bellissimo sole. E' stata da me scattata a Medjugorje.
E' un sole calante ma è giusto far pace prima possibile.

martedì 1 ottobre 2013

Ho sempre desiderato essere una santa

>Ho sempre desiderato essere una santa, ma - ahimé - ho sempre accertato, quando mi sono paragonata ai santi, che tra essi e me c'è la stessa differenza che tra una montagna la cui vetta si perde nei cii piedi dei passanti. Invece di scoraggiarmi, mi sono detta: il buon Dio non può ispirare desideri inattuabili, perciò posso, nonostante la mia piccolezza, aspirare alla santità. Diventare più grande mi è impossibile, devo sopportarmi tale quale sono con tutte le mie imperfezioni, nondimeno voglio cercare il mezzo di andare in cielo per una via ben dritta, molto breve, una piccola via tutta nuova.
Siamo in un secolo di invenzioni, non vale più la pena di salire gli scalini, nelle case dei ricchi un ascensore li sostituisce vantaggiosamente. Vorrei anch'io trovare un ascensore per salire la dura scala della perfezione. Allora ho cercato nei libri dei santi l'indicazione dell'ascensore, oggetto del mio desiderio, e ho letto queste parole: "Se qualcuno è piccolissimo, venga a me. Come una madre carezza il suo bimbo, io vi consolerò, vi poserò sul mio cuore e vi terrò sulle mie ginocchia". Mai parole più tenere, più armoniose hanno allietato l'anima mia: l'ascensore dìche deve innalzarmi fino al cielo sono le vostre braccia, Gesù! Per questo non ho bisogno di crescere, al contrario bisogna che resti piccola, che lo divenga sempre più. 

S. Teresa di Lisieux

domenica 29 settembre 2013

Se manca la memoria di Dio, tutto si appiattisce, tutto va sull’io, sul mio benessere.

Lo stesso Catechismo – osserva Papa Francesco – che cos’è se non memoria di Dio, memoria della sua azione nella storia, del suo essersi fatto vicino a noi in Cristo, presente nella sua Parola, nei Sacramenti, nella sua Chiesa, nel suo amore?”. Così, l’identikit del catechista che traccia al termine Papa Francesco è in solare antitesi al ricco del Vangelo e alla sua indifferenza spietata verso il povero Lazzaro.

“Il catechista è uomo della memoria di Dio se ha un costante, vitale rapporto con Lui e con il prossimo; se è uomo di fede, che si fida veramente di Dio e pone in Lui la sua sicurezza; se è uomo di carità, di amore, che vede tutti come fratelli; se è uomo di “hypomoné”, di pazienza, di perseveranza, che sa affrontare le difficoltà, le prove, gli insuccessi, con serenità e speranza nel Signore; se è uomo mite, capace di comprensione e di misericordia”. 

Santi Arcangeli, Angeli di Dio aiutateci nelle cose di Dio e in questo nuovo anno di catechismo portate luce e forza sua nel cuore dei catechisti come dono per i bambini.

""Venga dal Cielo nelle nostre case l’Angelo della pace, Michele, venga portatore di serena pace e releghi nell’inferno le guerre, fonte di tante lacrime.

Venga Gabriele, l’Angelo della forza, scacci gli antichi nemici e visiti i templi cari al Cielo, che Egli trionfatore ha fatto elevare sulla Terra.

Ci assista Raffaele, l’Angelo che presiede alla salute; venga a guarire tutti i nostri malati e a dirigere i nostri incerti passi per i sentieri della vita.""

venerdì 27 settembre 2013

" Io sono figlio della Chiesa "

Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto.

Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa

Tratto dall' intervista del direttore padre Antonio Spadaro a papa Francesco.

Riporto la parte in modo più esteso.

Raccolgo ciò che il Santo Padre sta dicendo e faccio riferimento al fatto che ci sono cristiani che vivono in situazioni non regolari per la Chiesa o comunque in situazioni complesse, cristiani che, in un modo o nell’altro, vivono ferite aperte. Penso a divorziati risposati, coppie omosessuali, altre situazioni difficili. Come fare una pastorale missionaria in questi casi? Su che cosa far leva? Il Papa fa cenno di aver compreso che cosa intendo dire e risponde.

«Dobbiamo annunciare il Vangelo su ogni strada, predicando la buona notizia del Regno e curando, anche con la nostra predicazione, ogni tipo di malattia e di ferita. A Buenos Aires ricevevo lettere di persone omosessuali, che sono “feriti sociali” perché mi dicono che sentono come la Chiesa li abbia sempre condannati. Ma la Chiesa non vuole fare questo. Durante il volo di ritorno da Rio de Janeiro ho detto che, se una persona omosessuale è di buona volontà ed è in cerca di Dio, io non sono nessuno per giudicarla. Dicendo questo io ho detto quel che dice il Catechismo. La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione a servizio della gente, ma Dio nella creazione ci ha resi liberi: l’ingerenza spirituale nella vita personale non è possibile. Una volta una persona, in maniera provocatoria, mi chiese se approvavo l’omosessualità. Io allora le risposi con un’altra domanda: “Dimmi: Dio, quando guarda a una persona omosessuale, ne approva l’esistenza con affetto o la respinge condannandola?”. Bisogna sempre considerare la persona. Qui entriamo nel mistero dell’uomo. Nella vita Dio accompagna le persone, e noi dobbiamo accompagnarle a partire dalla loro condizione. Bisogna accompagnare con misericordia. Quando questo accade, lo Spirito Santo ispira il sacerdote a dire la cosa più giusta». «Questa è anche la grandezza della Confessione: il fatto di valutare caso per caso, e di poter discernere qual è la cosa migliore da fare per una persona che cerca Dio e la sua grazia. Il confessionale non è una sala di tortura, ma il luogo della misericordia nel quale il Signore ci stimola a fare meglio che possiamo. Penso anche alla situazione di una donna che ha avuto alle spalle un matrimonio fallito nel quale ha pure abortito. Poi questa donna si è risposata e adesso è serena con cinque figli. L’aborto le pesa enormemente ed è sinceramente pentita. Vorrebbe andare avanti nella vita cristiana. Che cosa fa il confessore?».

«Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Questo non è possibile. Io non ho parlato molto di queste cose, e questo mi è stato rimproverato. Ma quando se ne parla, bisogna parlarne in un contesto. Il parere della Chiesa, del resto, lo si conosce, e io sono figlio della Chiesa, ma non è necessario parlarne in continuazione».



giovedì 26 settembre 2013

Le vere strade della Chiesa

Umiltà, dolcezza, magnanimità, amore per conservare l’unità!

Queste sono le strade, le vere strade della Chiesa.

Sentiamole una volta in più: umiltà - contro la vanità, contro la superbia – umiltà, dolcezza, magnanimità, amore per conservare l’unità.

    Udienza          Generale     del     Santo     Padre             - mercoledì  -     26      Settembre       2013


La Chiesa è unità armonica nella diversità

Chiediamoci tutti:

 io, come cattolico, sento questa unità?

 Io, come cattolico, vivo questa unità della Chiesa?

 Oppure non mi interessa, perché sono chiuso nel mio piccolo gruppo o in me stesso? Sono di quelli che “privatizzano” la Chiesa per il proprio gruppo, la propria Nazione, i propri amici? E’ triste trovare una Chiesa privatizzata per questo egoismo e questa mancanza di fede, eh? E’ triste! 

Il nostro mondo ha bisogno di unità. E’ un’epoca in cui noi tutti abbiamo bisogno di unità, abbiamo bisogno di riconciliazione, di comunione e la Chiesa è Casa di comunione.



      Udienza Generale del Santo Padre.                      -   mercoledì    -                                                        26 settembre 2013