sabato 7 novembre 2026
"Dio mi è più intimo di me stesso"
sei tu che mi parli Signore? sei tu dentro me Signore?
così imperfetta creatura io sono
eppure figlia tua.
tu perfettissimo, altissimo Dio
ti chini e mi baci, mi rivesti sempre come figlia.
tre lacrime dai miei occhi.
tre.
mi soffermo sui miei difetti, sulle mie mancanze che sembra vogliano allontanarmi da te e tu? non mi abbandoni neanche allora.
ancora sussurri al mio cuore!
e poi i miei occhi vedono quelle parole ripetersi in parole scolpite, custodite o soffiate, ma viventi come per fare eco al mio cuore un messaggio: sono con te. sempre. non allontanarti.
rifletto sul grano e la zizzania, devono stare insieme, perché così quella terra cresca in humus? accogliere la luce nel tuo buio.
ricordo spesso una frase che mi consola: toglimi Signore quella spina. e ricordo il tuo no di Padre che sa tutto.
allora Padre mio ti prego:
non scordare che io sono tua! non scordarlo mai!
ma forse sono io che a volte presa da paura lo scordo? e tu ripeti ogni santo giorno: non temere!
mi viene in mente Sant'Agostino che mi- ci ricorda, quanto Dio ci sia più intimo di noi stessi. e ancora mi consola.
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