martedì 30 aprile 2013

La pace che doni al mio cuore



L'Amore sembra indifeso ma in realtà è la forza vera, libera
come la cima più alta di ogni vetta, dove il mio piccolo sguardo non arriva.

Dammi la forza di scalare!
sia la terra, aiutata dal mare;
sia il vento a favore,
ogni forza sia Tua
e mi sollevi
sempre un pò più in alto
così che il tuo sguardo
 aiuti il mio
fino a quando il Tuo sia il mio.



Stamattina ho fatto le mie letture e la personale riflessione:

"Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore".

 Oggi più che mai mi parli di gioia, mi dici che le tribolazioni non possono togliermi la pace che mi doni, perchè io ho te. Io sono tua e come tu sei unito al Padre così per opera dello Spirito Santo mi unisci a te e in questa unità tu, non mi perderai...
 Serena della forza di Dio, devo capire che nonostante il principe di questo mondo cerchi in ogni modo di strapparmi da te, tu non glielo permetterai! 
Questa è la tua pace, quella meravigliosa pace che mi doni.

Grazie SS. Trinità.

Ogni giorno la mia preghiera è anche preghiera del mondo, perchè siamo il popolo di Dio, siamo Tuoi!

 Ho letto poi, l'omelia del Santo Padre e in essa trovo il rafforzamento della mia ricerca di ascolto e rendi ancora più viva la tua parola.
Preghiamo per il Santo Padre, per tutti i Sacerdoti, preghiamo per i nostri fratelli, sempre! Dio ci ama.



Tratto dal sito di radiovaticana:

il Signore è l’Unico che può guardare in faccia il maligno e vincerlo. Viene il principe del mondo, contro di me non può nulla: se vogliamo che il principe di questo mondo non prenda la Chiesa nelle sue mani, dobbiamo affidarla all’Unico che può vincere il principe di questo mondo. Qui la domanda: noi preghiamo per la Chiesa, ma per tutta la Chiesa? Per i nostri fratelli che non conosciamo, dappertutto nel mondo? E’ la Chiesa del Signore e noi nella nostra preghiera diciamo al Signore: Signore, guarda la tua Chiesa… E’ tua. La tua Chiesa sono i nostri fratelli. Questa è una preghiera che noi dobbiamo fare dal cuore, sempre di più".


"Affidare la Chiesa al Signore è una preghiera che fa crescere la Chiesa. E’ anche un atto di fede. Noi non possiamo nulla, noi siamo poveri servitori – tutti – della Chiesa: ma è Lui che può portarla avanti e custodirla e farla crescere, farla santa, difenderla, difenderla dal principe di questo mondo e da quello che vuole che la Chiesa diventi, ovvero più e più mondana. Questo è il pericolo più grande! Quando la Chiesa diventa mondana, quando ha dentro di sé lo spirito del mondo, quando ha quella pace che non è quella del Signore – quella pace di quando Gesù dice 'Vi lascio la pace, vi do la mia pace', non come la dà il mondo – quando ha quella pace mondana, la Chiesa è una Chiesa debole, una Chiesa che sarà vinta e incapace di portare proprio il Vangelo, il messaggio della Croce, lo scandalo della Croce… Non può portarlo avanti se è mondana".


"Affidare la Chiesa al Signore, affidare gli anziani, gli ammalati, i bambini, i ragazzi… 'Custodisci Signore la tua Chiesa': è tua! Con questo atteggiamento Lui ci darà, in mezzo alle tribolazioni, quella pace che soltanto Lui può dare. Questa pace che il mondo non può dare, quella pace che non si compra, quella pace che è un vero dono della presenza di Gesù in mezzo alla sua Chiesa. Affidare la Chiesa che è in tribolazione: ci sono grandi tribolazioni, la persecuzione… ci sono. Ma ci sono anche le piccole tribolazioni: le piccole tribolazioni della malattia o dei problemi di famiglia… Affidare tutto questo al Signore: custodisci la tua Chiesa nella tribolazione, perché non perda la fede, perché non perda la speranza". 


“Che il Signore ci faccia forti per non perdere la fede, non perdere la speranza” 
ha detto il Papa, rimarcando che questa deve sempre essere la richiesta del cuore al “Signore”. “Fare questa preghiera di affidamento per la Chiesa – ha concluso  ci farà bene e farà bene alla Chiesa. Darà grande pace a noi e grande pace alla Chiesa, non ci toglierà delle tribolazioni, ma ci farà forti nelle tribolazioni”. 


Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/04/30/papa_francesco:_tutti_devono_pregare_per_la_chiesa._una_chies/it1-687618
del sito Radio Vaticana 





sabato 27 aprile 2013

Il vento del perdono... la roccia dell'amore.

Si dice che... 

"Due amici, erano in cammino nel deserto, quando ad un certo punto del loro viaggio, litigarono in malo modo e uno schiaffeggiò il compagno.

L’altro, offeso non disse nulla, si fermò, prese un ramoscello e con la punta di questo scrisse sulla sabbia: ‘’Oggi il mio migliore amico mi ha dato uno schiaffo.’’

Continuarono il loro viaggio finché giunti all’oasi sentirono il bisogno di bagnarsi.

Colui che aveva ricevuto lo schiaffo rischiò di affogare ma fu tratto in salvo dal compagno che gli tese la mano.

Ripresosi, questi prese un temperino ed incise su di una pietra: ‘‘Oggi il mio migliore amico mi ha salvato la vita.’’

Incuriosito di ciò l’amico chiese a costui: ‘‘Perché dopo averti ingiuriato, bestemmiato, schiaffeggiato, tu scrivi ciò e perché questa volta non sulla sabbia ma su una pietra? ’’

L’altro sorridendo rispose: ‘‘Quando un grande amico ci offende dobbiamo scriverlo sulla sabbia, così ché il vento del perdono soffiando avrà cura di cancellarlo; per altro quando ci salva la vita dobbiamo scriverlo sulla pietra della memoria del cuore, cosi ché nessun vento al mondo potrà cancellarlo.’’ (fonte web)


Monsignor Andrè Leonard, vescovo di Bruxelles, viene insultato e aggredito dalle  femen, ho visto le immagini e pensato all'odio con cui Satana ha usato l'uomo contro Cristo.
Ho pensato alle parole del Santo Padre: “La persecuzione incomincia proprio per motivi religiosi e per la gelosia”,  ma non solo “i discepoli erano pieni di gioia di Spirito Santo”, “parlano con la bellezza, aprono strade”ecco... lui pregava!


giovedì 25 aprile 2013

Medjugorje: Messaggio, 25. aprile 2013

"Cari figli! Pregate, pregate, soltanto pregate affinché il vostro cuore si apra alla fede come il fiore si apre ai raggi caldi del sole. Questo è il tempo di grazia che Dio vi da attraverso la mia presenza e voi siete lontani dal mio cuore. Perciò vi invito alla conversione personale ed alla preghiera in famiglia. La Sacra scrittura sia sempre l’esortazione per voi. Vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Nei Vangeli, invece, le donne hanno un ruolo primario, fondamentale

Le donne sono spinte dall’amore e sanno accogliere questo annuncio con fede: credono, e subito lo trasmettono, non lo tengono per sé, lo trasmettono. La gioia di sapere che Gesù è vivo, la speranza che riempie il cuore, non si possono contenere. Questo dovrebbe avvenire anche nella nostra vita. Sentiamo la gioia di essere cristiani! Noi crediamo in un Risorto che ha vinto il male e la morte! Abbiamo il coraggio di “uscire” per portare questa gioia e questa luce in tutti i luoghi della nostra vita! La Risurrezione di Cristo è la nostra più grande certezza; è il tesoro più prezioso! Come non condividere con gli altri questo tesoro, questa certezza? Non è soltanto per noi, è per trasmetterla, per darla agli altri, condividerla con gli altri. E' proprio la nostra testimonianza.


 Nelle professioni di fede del Nuovo Testamento, come testimoni della Risurrezione vengono ricordati solamente uomini, gli Apostoli, ma non le donne. Questo perché, secondo la Legge giudaica di quel tempo, le donne e i bambini non potevano rendere una testimonianza affidabile, credibile. Nei Vangeli, invece, le donne hanno un ruolo primario, fondamentale. Qui possiamo cogliere un elemento a favore della storicità della Risurrezione: se fosse un fatto inventato, nel contesto di quel tempo non sarebbe stato legato alla testimonianza delle donne. Gli evangelisti invece narrano semplicemente ciò che è avvenuto: sono le donne le prime testimoni. Questo dice che Dio non sceglie secondo i criteri umani: i primi testimoni della nascita di Gesù sono i pastori, gente semplice e umile; le prime testimoni della Risurrezione sono le donne. E questo è bello. E questo è un po’ la missione delle donne: delle mamme, delle donne! Dare testimonianza ai figli, ai nipotini, che Gesù è vivo, è il vivente, è risorto. Mamme e donne, avanti con questa testimonianza! Per Dio conta il cuore, quanto siamo aperti a Lui, se siamo come i bambini che si fidano. Ma questo ci fa riflettere anche su come le donne, nella Chiesa e nel cammino di fede, abbiano avuto e abbiano anche oggi un ruolo particolare nell’aprire le porte al Signore, nel seguirlo e nel comunicare il suo Volto, perché lo sguardo di fede ha sempre bisogno dello sguardo semplice e profondo dell’amore. Gli Apostoli e i discepoli fanno più fatica a credere. Le donne no. Pietro corre al sepolcro, ma si ferma alla tomba vuota; Tommaso deve toccare con le sue mani le ferite del corpo di Gesù. Anche nel nostro cammino di fede è importante sapere e sentire che Dio ci ama, non aver paura di amarlo: la fede si professa con la bocca e con il cuore, con la parola e con l’amore.
(Dall'Udienza Generale del 3 Aprile, 2013 di Papa Francesco)

domenica 21 aprile 2013

Ogni bambino che nasce ci ricorda che Dio non è ancora stanco degli uomini.

Parodia:
Nel ventre di una donna incinta si trovavano due bebè. 
Uno di loro chiese all’altro:
- Tu credi nella vita dopo il parto? 
- Certo. Qualcosa deve esserci dopo il parto. Forse siamo qui per prepararci per quello che saremo più tardi.
- Sciocchezze! Non c’è una vita dopo il parto. Come sarebbe quella vita?
- Non lo so, ma sicuramente... ci sarà più luce che qua. Magari cammineremo con le nostre gambe e ci ciberemo dalla bocca.


-Ma è assurdo! Camminare è impossibile. E mangiare dalla bocca? Ridicolo! Il cordone ombelicale è la via d’alimentazione … Ti dico una cosa: la vita dopo il parto è da escludere. Il cordone ombelicale è troppo corto. 
- Invece io credo che debba esserci qualcosa. E forse sarà diverso da quello cui siamo abituati ad avere qui.
- Però nessuno è tornato dall’aldilà, dopo il parto. Il parto è la fine della vita. E in fin dei conti, la vita non è altro che un’angosciante esistenza nel buio che ci porta al nulla.
- Beh, io non so esattamente come sarà dopo il parto, ma sicuramente vedremmo la mamma e lei si prenderà cura di noi.
- Mamma? Tu credi nella mamma? E dove credi che sia lei ora?
- Dove? Tutta in torno a noi! E’ in lei e grazie a lei che viviamo. Senza di lei tutto questo mondo non esisterebbe.
- Eppure io non ci credo! Non ho mai visto la mamma, per cui, è logico che non esista.
- Ok, ma a volte, quando siamo in silenzio, si riesce a sentirla o percepire come accarezza il nostro mondo. Sai? ... Io penso che ci sia una vita reale che ci aspetta e che ora stiamo soltanto preparandoci per essa ...

fonte web

Ogni bambino che nasce ci ricorda che Dio non è ancora

 stanco degli uomini.  Rabindranath Tagore 

sabato 20 aprile 2013

la strada dell’amore, la strada del Vangelo è semplice:

 La Parola di Gesù va al cuore perché è Parola d’amore, è parola bella e porta l’amore, ci fa amare. la strada dell’amore, la strada del Vangelo – ricorda il Papa - è semplice: è quella strada che hanno capito i Santi”: “I Santi sono quelli che portano la Chiesa avanti! La strada della conversione, la strada dell’umiltà, dell’amore, del cuore, la strada della bellezza … che il Signoreapra il cuore della Chiesa, della nostra Madre Chiesa, al Vangelo semplice, a quel Vangelo puro che ci parla di amore, ci porta all’amore ed è tanto bello! E anche ci fa belli, a noi, con la bellezza della santità.
Papa Francesco, tratto dall'Omelia del 19 aprile. Fonte Radio Vaticana. Completa:
accogliere la Parola di Dio con cuore umile, la 
Chiesa sia liberata da moralismi e ideologie 


La Parola di Dio va accolta con umiltà perché è parola d’amore, solo così entra nel cuore e cambia la vita: è quanto, in sintesi, ha detto il Papa stamani durante la Messa presieduta nella Cappellina di Casa Santa Marta.
La conversione di San Paolo e il discorso di Gesù nella Sinagoga di Cafarnao sono le letture bibliche del giorno al centro dell’omelia del anche ai dottori della legge, dicendo che chi non mangia la sua carne
e non beve il suo sangue non sarà salvato.
La voce di Gesù – ha affermato il Papa – “passa per la nostra mente e va al cuore. Perché Gesù cerca la nostra conversione. 


Paolo e Ananìa rispondono con perplessità, ma col cuore aperto. I dottori della legge rispondono in altra maniera, discutendo tra loro e contestando duramente le parole di Gesù:

“Paolo e Ananìa rispondono come i grandi della storia della salvezza, come Geremia, Isaia. Anche Mosé ha avuto le sue difficoltà: ‘Ma, Signore, io non so parlare, come andrò dagli egiziani a dire questo?’. E Maria: ‘Ma, Signore, io non sono sposata!’. E’ la risposta dell’umiltà, di colui che accoglie la Parola di Dio con il cuore. Invece, i dottori rispondono soltanto con la testa. Non sanno che la Parola di Dio va al cuore, non sanno di conversione”.

Il Papa spiega chi sono quelli che rispondono solo con la testa:

“Sono i grandi ideologi. La Parola di Gesù va al cuore perché è Parola d’amore, è parola bella e porta l’amore, ci fa amare. Questi tagliano la strada dell’amore: gli ideologi. E anche quella della bellezza. E si misero a discutere aspramente tra loro: ‘Come può costui darci la sua carne da mangiare?’. Tutto un problema di intelletto! E quando entra l’ideologia, nella Chiesa, quando entra l’ideologia nell’intelligenza del Vangelo, non si capisce nulla”.

Sono quelli che camminano solo “sulla strada del dovere”: è il moralismo di quanti pretendono realizzare del Vangelo solo quello che capiscono con la testa. Non sono “sulla strada della conversione, quella conversione a cui ci invita Gesù”:

“E questi, sulla strada del dovere, caricano tutto sulle spalle dei fedeli. Gli ideologi falsificano il Vangelo. Ogni interpretazione ideologica, da qualsiasi parte venga – da una parte e dall’altra – è una falsificazione del Vangelo. E questi ideologi – l’abbiamo visto nella storia della Chiesa – finiscono per essere, diventano, intellettuali senza talento, eticisti senza bontà. E di bellezza non parliamo, perché non capiscono nulla”.

“Invece, la strada dell’amore, la strada del Vangelo – ricorda il Papa - è semplice: è quella strada che hanno capito i Santi”:

“I Santi sono quelli che portano la Chiesa avanti! La strada della conversione, la strada dell’umiltà, dell’amore, del cuore, la strada della bellezza … Preghiamo oggi il Signore per la Chiesa: che il Signore la liberi da qualsiasi interpretazione ideologica e apra il cuore della Chiesa, della nostra Madre Chiesa, al Vangelo semplice, a quel Vangelo puro che ci parla di amore, ci porta all’amore ed è tanto bello! E anche ci fa belli, a noi, con la bellezza della santità. Preghiamo oggi per la Chiesa!”. 

giovedì 18 aprile 2013

la gioia che dà pace

Gli Atti degli Apostoli riferiscono di quel funzionario, dopo aver scoperto la fede:

 “E pieno di gioia proseguiva la sua strada”:





“E’ la gioia della fede
la gioia di aver incontrato Gesù, la gioia che soltanto ci dà Gesù, la gioia che dà pace: 
non quella che dà il mondo, quella che dà Gesù. 

Questa è la nostra fede. 

Chiediamo al Signore che ci faccia crescere in questa fede, questa fede che ci fa forti, ci fa gioiosi, questa fede che incomincia sempre con l’incontro con Gesù e prosegue sempre nella vita con i piccoli incontri quotidiani con Gesù”. 

Al termine della Messa, Papa Francesco ha rivolto un ringraziamento particolare all’Ispettorato di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano per il servizio svolto nella società, “un servizio per il bene comune, per la pace comune”, che “vuole rettitudine della mente, vigore del volere, onestà per gli affetti, serenità”.

(Fonte: Radio Vaticana)

martedì 16 aprile 2013

«restare piccola»

Stasera leggevo le parole di questo Salmo: 

Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.

Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l'anima mia. Speri Israele nel Signore, ora e sempre.



«Io non ho mai oltrepassato il mio rango per camminare più in alto, né mi sono mai turbato in caso di umiliazione, perché ogni mio pensiero era in questo: nel pregare il Signore che mi spogliasse dell’uomo vecchio» (Padre del deserto)

ma poco prima avevo letto la bellissima omelia di oggi di Papa Francesco, in cui riporta le parole di Santo Stefano:  “Testardi! Voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo” Non opporre resistenza allo Spirito Santo: è questa la grazia che io vorrei che tutti noi chiedessimo al Signore: la docilità allo Spirito Santo, a quello Spirito che viene da noi e ci fa andare avanti nella strada della santità, quella santità tanto bella della Chiesa. La grazia della docilità allo Spirito Santo. Così sia”.




lunedì 15 aprile 2013

Chi è il Sacerdote?

"Egli è il primo anello della catena che lega la terra al Cielo"



Chi dice questa frase? Proprio un'uomo che odiava i Sacerdoti,  convinto che: 
 la Confessione Sacramentale fosse un truc­co dei Preti e 
che i  peccati li perdona soltanto Dio escludendo il Prete, 
che il Papa fosse un usurpatore dei diritti re­ligiosi;

e che la Madre di Gesù non fosse Vergine ma ebbe tanti figli e quindi non la Madre di Dio.

Quest'uomo era Bruno Cornacchiola un protestante;  incontrò per la strada un falso amico che alimentò l'odio satanico e che proprio Maria, Madre di Dio lo incontrò per togliere la cecità dai suoi occhi.

Bellissima lettura della sua esperienza: http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/vergine%20della%20rivelazione.htm

domenica 14 aprile 2013

I Comandamenti... incisi nel cuore

 «I Dieci Comandamenti schiudono davanti a noi l'unico futuro autenticamente umano e questo perché non sono l'arbitraria imposizione di un Dio tirannico. Jahvè li ha scritti nella pietra, ma li ha incisi soprattutto in ogni cuore umano quale universale legge morale valida ed attuale in ogni luogo ed in ogni tempo. Questa legge impedisce che l'egoismo e l'odio, la menzogna e il disprezzo distruggano la persona umana. I Dieci Comandamenti, con il loro costante richiamo alla divina Alleanza, pongono in luce che il Signore è l'unico nostro Dio e che ogni altra divinità è falsa e finisce per ridurre in schiavitù l'essere umano, portandolo a degradare la propria umana dignità».

"Ascolta, Israele ... Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli" (Dt 6, 4-7). Queste parole, che il pio ebreo ripete ogni giorno, risuonano anche nel cuore di ogni cristiano. "Ascolta! Questi precetti ti stiano fissi nel cuore!". Non si può pensare di essere fedeli a Dio se non se ne osserva la Legge. Essere fedeli a Dio, peraltro, è anche essere fedeli a se stessi, alla propria autentica natura e alle sue più profonde ed insopprimibili aspirazioni.

(dalla Udienza Generale del 1° marzo 2000 - GIOVANNI PAOLO II )

venerdì 12 aprile 2013

Vivere nel virtuale è vivere nella finzione il virtuale è una realtà rappresentata non esistente

Oggi, ho sentito in radio questa frase che mi ha colpito: "Vivere nel virtuale è vivere nella finzione
il virtuale è una realtà rappresentata non esistente"


la realtà dice, è un'altra cosa, cioè attenzione a non vivere nel virtuale, 

la realtà sorprende è  bella è anche brutta ma la realtà è realtà la vedi com'è mentre il virtuale è una realtà rappresentata non esistente.

Chi dice queste parole è un noto Sacerdote di cui nutro molta stima: Padre Livio.
Così ricordo anche che a suo tempo Papa Benedetto XVI pur elogiando questi nuovi mezzi di comunicazione, disse:
BENEDETTO XVI: ANCHE FACEBOOK E' UNA GRANDE OPPORTUNITA'
Ma bisogna stare attenti a non vivere in una realtà virtuale a scapito di quella della vita quotidiana





giovedì 11 aprile 2013

una nuova luce e forza

(La)... relazione filiale con Dio non è come un tesoro che conserviamo in un angolo della nostra vita, ma deve crescere, dev’essere alimentata ogni giorno con l’ascolto della Parola di Dio, la preghiera, la partecipazione ai Sacramenti, specialmente della Penitenza e dell’Eucaristia, e la carità. Noi possiamo vivere da figli! E questa è la nostra dignità - noi abbiamo la dignità di figli -. Comportarci come veri figli! Questo vuol dire che ogni giorno dobbiamo lasciare che Cristo ci trasformi e ci renda come Lui; vuol dire cercare di vivere da cristiani, cercare di seguirlo, anche se vediamo i nostri limiti e le nostre debolezze. La tentazione di lasciare Dio da parte per mettere al centro noi stessi è sempre alle porte e l’esperienza del peccato ferisce la nostra vita cristiana, il nostro essere figli di Dio. Per questo dobbiamo avere il coraggio della fede e non lasciarci condurre dalla mentalità che ci dice: “Dio non serve, non è importante per te”, e così via. E’ proprio il contrario: solo comportandoci da figli di Dio, senza scoraggiarci per le nostre cadute, per i nostri peccati, sentendoci amati da Lui, la nostra vita sarà nuova, animata dalla serenità e dalla gioia. Dio è la nostra forza! Dio è la nostra speranza!
Cari fratelli e sorelle, dobbiamo avere noi per primi ben ferma questa speranza e dobbiamo esserne un segno visibile, chiaro, luminoso per tutti. 

Essere risorti con Cristo mediante il Battesimo, con il dono della fede, per un’eredità che non si corrompe, ci porti a cercare maggiormente le cose di Dio, a pensare di più a Lui, a pregarlo di più. Essere cristiani non si riduce a seguire dei comandi, ma vuol dire essere in Cristo, pensare come Lui, agire come Lui, amare come Lui; è lasciare che Lui prenda possesso della nostra vita e la cambi, la trasformi, la liberi dalle tenebre del male e del peccato.


Mostriamo la gioia di essere figli di Dio, la libertà che ci dona il vivere in Cristo, che è la vera libertà, quella che ci salva dalla schiavitù del male, del peccato, della morte! Guardiamo alla Patria celeste, avremo una nuova luce e forza anche nel nostro impegno e nelle nostre fatiche quotidiane. E’ un servizio prezioso che dobbiamo dare a questo nostro mondo, che spesso non riesce più a sollevare lo sguardo verso l’alto, non riesce più a sollevare lo sguardo verso Dio.


Alcuni punti dell'
UDIENZA GENERALE
Piazza San Pietro
Mercoledì, 10 aprile 2013 
PAPA FRANCESCO

martedì 9 aprile 2013

Nozze d'argento

Oggi, io e il mio diletto, compiamo 25 anni di matrimonio...

Avrei voluto scrivere chissà quali cose... ma è così intensa la nostra storia di vita compiuta fino a qui, che mi resta impossibile, per me, raccoglierla e in qualche modo raccontarla.

Avrei voluto dedicargli chissà quale poesia e musica, ma non ci sono riuscita,  niente sembra poter racchiudere le innumerevoli cose da dire, in quest'argenteo momento.

L'amore è come la vita?

è necessario accogliere, attraversare insieme le diverse terre, le intemperie e se arriva il deserto... ciò che rimane come acqua nel deserto è il desiderio... "
L'ho cercato, ma non l'ho trovato,
l'ho chiamato, ma non m'ha risposto."
Il desiderio.... quando è sincero è prezioso,  può far nascere un fiore dalla roccia... ed ora ricordo uno dei miei primi post  sul web, un video musicale in cui parlava dello Spirito di Dio... che poteva far nascere fiori dalle rocce.

Che meraviglia!

Quando in lui vedi il dono di Dio, quando in noi vive Dio... che meraviglia!


Il mio diletto era sceso nel suo giardino
fra le aiuole del balsamo
a pascolare il gregge nei giardini
e a cogliere gigli.
Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me


Vieni, mio diletto, andiamo nei campi,
passiamo la notte nei villaggi.
Di buon mattino andremo alle vigne;
vedremo se mette gemme la vite,
se sbocciano i fiori,
se fioriscono i melograni:
là ti darò le mie carezze!
Le mandragore mandano profumo;
alle nostre porte c'è ogni specie di frutti squisiti,
freschi e secchi;
mio diletto, li ho serbati per te».

Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio;
perché forte come la morte è l'amore...




lunedì 8 aprile 2013

La pazienza di Dio e l'impazienza degli uomini


“Quante volte noi desidereremmo che Dio si mostrasse più forte. Che Egli colpisse duramente, sconfiggesse il male e creasse un mondo migliore. Tutte le ideologie del potere si giustificano così, giustificano la distruzione di ciò che si opporrebbe al progresso e alla liberazione dell’umanità. Noi soffriamo per la pazienza di Dio. E nondimeno abbiamo tutti bisogno della sua pazienza. Il Dio, che è divenuto agnello, ci dice che il mondo viene salvato dal Crocifisso e non dai crocifissori. Il mondo è redento dalla pazienza di Dio e distrutto

dall’ impazienza degli uomini”.
(Benedetto XVI)

domenica 7 aprile 2013

ogni volta che accogliamo con fede i Sacramenti.

Camminiamo insieme nella luce di Cristo risorto. La misericordia di Dio, un'amore così grande così profondo, di Dio verso di noi un'amore che ci sorregge ci guida. Tommaso non si fida di ciò che gli dicono gli altri apostoli, non gli basta la promessa di Gesù, vuole vedere, vuole mettere la sua mano nel costato. Gesù non abbandona, non chiude la porta, attende e Tommaso riconosce la propria incredulità, si lascia avvolgere dalla misericordia di Dio, è un uomo nuovo non più incredulo ma credente. Che bello questo sguardo di Gesù, quanta tenerezza... Dio non è impaziente come noi ma  è paziente perché ci ama.

La pazienza di Dio deve trovare in noi il coraggio di ritornare a Lui, anche noi possiamo entrare nelle piaghe di Gesù e questo accade ogni volta che accogliamo con fede i Sacramenti. 

Cari fratelli e sorelle lasciamoci avvolgere dalla Misericordia di Dio
abbiamo il coraggio di ritornare nella sua casa
incontrare la sua misericordia nei Sacramenti, sentiremo la sua tenerezza tanto bella
sentiremo il suo abbraccio tanto bello e saremo anche noi più capaci di perdono e di amore

Papa Francesco, Vicario di Cristo, San Giovanni in Laterano domenica 7 aprile 2013 (dalla diretta; mi scuso per gli eventuali errori e incompletezze del prezioso messaggio)
Il Redentore, foto personale.

Preghiera di Sant'Ignazio:
«Prendi, Signore, e ricevi
tutta la mia libertà,
la mia memoria,
la mia intelligenza
e tutta la mia volontà,
tutto ciò che ho e possiedo;
tu me lo hai dato,
a te, Signore, lo ridono;
tutto è tuo,
di tutto disponi
secondo la tua volontà:
dammi solo il tuo amore e la tua grazia;
e questo mi basta».

sabato 6 aprile 2013

Cristo è risorto con il suo proprio corpo

San Tommaso è invitato a mettere il dito sulla ferita del costato di Gesù


Insieme a lui noi risorgiamo a nuova vita  col nostro corpo, mentre i testimoni di Geova credono che Gesù nella resurrezione non riprese il suo corpo terreno.

La domanda da porre a loro sarebbe: perché Gesù dice quanto segue?

"«Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

« Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! »


Cristo è risorto con il suo proprio corpo, in lui, « tutti risorgeranno coi corpi di cui ora sono rivestiti ma questo corpo sarà trasfigurato in corpo glorioso in « corpo spirituale » (dal ccc)
Questa interpretazione resta fedele al Vangelo:
Dovremo leggere le Scritture alla luce dello Spirito di Dio, così come vivere.

Nel dipinto, per me, è bello vedere la luce che è del Signore e come avvicinandoci a lui ne veniamo riflessi.

giovedì 4 aprile 2013

Messaggio del 2 aprile 2013

"Cari figli, 
vi invito ad essere nello spirito una cosa sola con mio Figlio. 
Vi invito affinché, attraverso la preghiera e per mezzo della Santa Messa, quando mio Figlio si unisce a voi in modo particolare, cerchiate di essere come Lui. Affinché siate, come Lui, sempre pronti a compiere la volontà di Dio, e non a chiedere che si realizzi la vostra. Perché, figli miei, per volontà di Dio siete ed esistete ma, senza la volontà di Dio, siete un nulla. 
Io, come Madre, vi chiedo di parlare della gloria di Dio con la vostra vita, perché in questo modo glorificherete anche voi stessi, secondo la sua volontà. 
Mostrate a tutti umiltà ed amore verso il prossimo. Per mezzo di questa umiltà e di questo amore, mio Figlio vi ha salvato e vi ha aperto la via verso il Padre Celeste. 
Io vi prego di aprire la via verso il Padre Celeste a tutti coloro che non l'hanno conosciuto e non hanno aperto il proprio cuore al suo amore. 
Con la vostra vita aprite la via a tutti coloro che stanno ancora vagando in cerca della verità. 

Figli miei, siate miei apostoli che non hanno vissuto invano. Non dimenticate che verrete davanti al Padre Celeste e gli parlerete di voi. Siate pronti! 

Di nuovo vi ammonisco: pregate per coloro che mio Figlio ha chiamato, ha benedetto le loro mani e li ha donati a voi. Pregate, pregate, pregate per i vostri pastori. Vi ringrazio".